Le banche svizzere danno l’ultimatum: stop al segreto bancario o conto da chiudere

 

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I correntisti italiani vengono contattati dagli istituti di credito elvetici che preannunciano l’arrivo di una lettera in cui sarà sottoposta loro la scelta di chiudere il conto o di uscire dall’anonimato.

LOTTA ALL’EVASIONE – Un giro di vite nella lotta all’evasione fiscale arriva dalla Svizzera. Secondo quanto riporta il sito delCorriere della Sera, in questi giorni i correntisti italiani vengono contattati dagli istituti di credito elvetici che preannunciano l’arrivo di una lettera in cui sarà sottoposta loro la scelta di chiudere il conto o di uscire dall’anonimato.

GLI ACCORDI TRA PAESI – Il Paese elvetico per ora ha raggiunto accordi con la Gran Bretagnae un altro con l’Austria. Mentre è in trattativa con gli Stati Uniti: secondo le stime ammonterebbero a circa 200 miliardi di dollari i conti intestati a cittadini americani che sfuggono al fisco Usa. Washington vuole i nomi e sta minacciando le banche svizzere di sanzioni in caso di mancata collaborazione. Ma sul piede di guerra è anche la Germania, così come la Francia o l’Italia.

LEGGE CONTRO REATI FISCALI – Su pressione del Gruppo d’azione finanziaria internazionale e del G20, Berna è stata obbligata a elaborare una proposta di legge che introdurrà i reati fiscali qualificati come reati presupposto del reato di riciclaggio. Il rischio, in caso di mancato adeguamento del Paese entro il 2016, è l’inserimento nella black list con conseguente perdita di un’importante fascia di business. Le banche non hanno perso tempo e di fronte a questo aut aut hanno cominciato ad attrezzarsi e ad avvertire i propri clienti, illustrando il cambio in corso.

LA VIA ITALIANA – Già nel 2011 la Gran Bretagna ha trovato un’intesa con la Svizzera: l’accordoRubik. In cambio del mantenimento del segreto bancario per i clienti inglesi delle banche elvetiche, Londra ha ottenuto un’aliquota fiscale sui loro depositi. Ma questo modello sembra non soddisfare più il Tesoro britannico. L’Italia, conclude il quotidiano di Via Solferino, sta percorrendo un’altra strada, quella del voluntary disclosure, la possibilità di far rientrare capitali esteri illeciti frutto di evasione, senza sconti sulle imposte evase ma con la depenalizzazione.

 

 

 

 

 

 

 

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